I principali meccanismi di incentivazione delle fonti rinnovabili in ambito
europeo consistono in due principali metodologie: “modello dei prezzi fissati”
ed il “modello delle quantità fissate”.
Nell’ultimo decennio l’Italia è entrata in una fase di transizione degli
incentivi: l’art. 11 del decreto legislativo n. 79/99 (Bersani) ed i successivi
decreti attuativi cambiano la strategia di incentivazione delle fonti
rinnovabili, passando dal “modello dei prezzi fissati” del CIP n. 6/92 al
“modello delle quantità fissate” ed all’utilizzo dei meccanismi di mercato,
introducendo l’obbligo per i produttori/importatori di energia elettrica di
immettere in rete il 2% di energia rinnovabile.
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Questo
meccanismo scelto da Italia e Gran Bretagna trasferisce alle imprese la libertà
di scegliere le tecnologie da sviluppare e permette inoltre di far decollare
prima, in ordine temporale, le tecnologie più mature e convenienti. In Italia
l’adozione del secondo meccanismo comprende tuttavia alcune correzioni di
incentivazione per alcune fonti (tra cui fotovoltaico e biomasse).
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Al decreto legislativo n. 79/99 è seguito il Decreto Legislativo n 387 del 29
Dicembre 2003, che ha recepito la direttiva 2001/77 della Comunità Europea
relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche
rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità. Obiettivo principale del
decreto è fornire i primi strumenti legislativi in materia, i quali dovranno
essere perfezionati e completati con l’emanazione di successivi decreti. Tra le
principali disposizioni elencate dal provvedimento figurano
· una definizione più precisa di fonti rinnovabili (Fer): risorse
idriche, geotermiche, sole, vento, biomasse/rifiuti biodegradabili, maree/moto
ondoso
· l’incremento annuo dello 0,35% dal 2004 al 2006 della quota
minima di elettricità prodotta da fonti rinnovabili e l’eventualità di
successivi aumenti nel triennio 2007/2009 e 2010/2012
· il rilascio di una garanzia di origine a certificazione di
elettricità prodotta da fonti rinnovabili da parte del Grtn
· la semplificazione dell’iter autorizzativo per la costruzione di
nuove centrali attraverso l’istituzione di una autorizzazione unica in seguito
ad un solo procedimento che coinvolge tutte le Amministrazioni coinvolte
· la semplificazione delle procedure di allaccio alla Rete di
Trasmissione Nazionale
l’istituzione di un Osservatorio Nazionale sulle fonti Rinnovabili costituito
da un gruppo di esperti che svolgerà un ruolo di generale monitoraggio sulle
fonti rinnovabili
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